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IL CORRETTO UTILIZZO DEL BIOTRITURATORE

Dopo la potatura è normale ritrovarsi con cumuli di rami, foglie e ramaglie che occupano spazio e sembrano “non finire mai”. In questi casi il biotrituratore può diventare un alleato concreto: se usato correttamente riduce rapidamente il volume degli scarti, rende il materiale più gestibile e ti permette di lavorare con continuità, evitando blocchi e perdite di tempo per liberare intasamenti.
l punto è proprio questo: i problemi più frequenti raramente dipendono da una macchina “difettosa”, ma da piccoli errori di preparazione e di utilizzo che aumentano lo sforzo, accelerano l’usura e fanno calare le prestazioni.

Questa guida ti accompagna passo passo nell’uso corretto del biotrituratore, con l’obiettivo di farlo lavorare nelle condizioni per cui è stato progettato e aiutarti a gestire il lavoro in modo più fluido e prevedibile.
Vedremo rispettivamente cosa fare e cosa evitare: prima di iniziare ad utilizzare il biotrituratore, durante l’utilizzo e anche come comportarsi in caso di imprevisti.

1. Prima di iniziare

Il corretto utilizzo del biotrituratore inizia sempre prima dell’avviamento ed utilizzo effettivo.
Posizione della macchina, montaggio dei componenti, preparazione del materiale e organizzazione dell’area di lavoro non sono aspetti secondari, ma condizioni fondamentali perché il sistema di taglio lavori nel modo per cui è stato progettato.
I punti sotto mettono a confronto il comportamento corretto e l’errore da evitare proprio in questa fase iniziale.

1.1 Posizionamento stabile della macchina

Il corretto funzionamento del biotrituratore dipende anche da come e dove viene posizionato prima dell’avviamento. Una base stabile permette alla macchina di lavorare in modo regolare, riducendo vibrazioni, sollecitazioni inutili e problemi durante la triturazione.

  • Cosa fare: posizionare il biotrituratore su una superficie piana e stabile, assicurandosi che poggi correttamente su tutti i punti di appoggio. Una base stabile riduce vibrazioni anomale, migliora l’efficienza di taglio e limita lo stress su telaio e organi interni, aiutando la durata della macchina.
  • Cosa evitare: usare la macchina su terreni sconnessi, in pendenza o cedevoli.

    In queste condizioni aumentano vibrazioni e disallineamenti, con il rischio di maggior usura su cuscinetti e componenti di trasmissione, oltre a risultati peggiori e più fermi lavoro.

1.2 Montaggio corretto

Tramoggia, convogliatori e camino di scarico non hanno solo una funzione di contenimento, ma guidano il materiale verso il sistema di taglio. Prima di avviare la macchina, cosa conviene fare per montare correttamente tramoggia e scarico e cosa è meglio evitare per non causare ritorni di materiale o inceppamenti durante la triturazione?

  • Cosa fare: verificare che tramoggia, camino di scarico e convogliatori siano montati e fissati correttamente, come indicato nel manuale del produttore. Un montaggio corretto guida il materiale nel punto di taglio senza dispersioni e riduce la probabilità di ritorni o inceppamenti.
  • Cosa evitare: avviare la macchina con protezioni o convogliatori non montati, allentati o modificati. Oltre a peggiorare il flusso del materiale, si aumentano sforzi irregolari sul sistema di taglio e si favoriscono blocchi che nel tempo possono danneggiare la macchina.

1.3 Materiale da triturare

Preparare e selezionare correttamente ciò che si intende triturare permette al sistema di taglio di lavorare in modo fluido, riducendo usura, intasamenti e interruzioni durante l’uso.

Quali materiali sono adatti a essere triturati e quali invece è meglio evitare?
In fase di preparazione conviene partire da ciò che il biotrituratore gestisce meglio: rami e ramaglie verdi e fresche, appena potate, perché hanno una consistenza che viene trascinata con più regolarità verso il gruppo di taglio.

  • Cosa fare: prepara il materiale prima di triturare, separando rami grossi da materiale molto verde e umido, ed eliminando corpi estranei come sassi, terra, fil di ferro o legacci. Un materiale “pulito” e selezionato riduce colpi sulle lame, preserva il sistema di taglio e migliora la qualità del triturato.
  • Cosa evitare: inserire ramaglie sporche di terra o miste a corpi estranei. Anche piccoli oggetti possono scheggiare lame o rovinare rulli e controcoltelli, causando vibrazioni, rumori anomali e un taglio sempre meno efficace.

Al contrario, alcuni materiali possono creare problemi anche se “puliti”. Foglie, aghi e residui molto leggeri, se inseriti da soli, tendono ad accumularsi nella tramoggia e a favorire intasamenti. Anche grandi quantità di materiale molto umido possono impastare nella camera di taglio e ostacolare lo scarico. Tra i materiali più critici rientrano quelli molto fibrosi, come foglie di palma, fichi d’India e piante simili, che possono avvolgersi o compattarsi e costringere a fermate frequenti.

1.4 Scelta della postazione di lavoro

La postazione dovei si utilizza il biotrituratore influisce direttamente sulla continuità del lavoro.
Una postazione adatta e condizioni meteo favorevoli aiutano a gestire meglio l’alimentazione e lo scarico del materiale, evitando intasamenti, soste inutili e manovre scomode.
Cosa fare per scegliere una postazione di lavoro adatta e cosa è meglio evitare per non rendere l’alimentazione e lo scarico più difficili durante l’uso?

  • Cosa fare: valuta le condizioni meteo e l’area di lavoro, scegliendo un punto asciutto, ben illuminato e con spazio sufficiente per alimentare e raccogliere lo scarico. Una postazione ordinata rende più fluido il lavoro e riduce soste inutili, evitando anche che il triturato si accumuli dove non deve.
  • Cosa evitare: lavorare sotto pioggia o su terreno fradicio e scivoloso, oppure in spazi stretti dove il materiale si impiglia e lo scarico si occlude.
    Si aumenta la probabilità di inciampi, intasamenti e manovre scomode che peggiorano resa e sicurezza.

2. Uso corretto durante l’utilizzo

Passiamo ora alla fase di utilizzo utilizzo del biotritratore. In questo capitolo parliamo di cosa fare e cosa evitare mentre lavori, con indicazioni pratiche su come alimentare i rami, gestire il ritmo e riconoscere quando stai chiedendo troppo alla macchina.

Un utilizzo corretto non significa andare piano, ma rispettare il funzionamento della macchina, lasciandole il tempo necessario per triturare e scaricare il materiale senza forzature. I punti sotto mettono a confronto il comportamento giusto e l’errore più comune durante l’uso, mostrando come piccoli accorgimenti che migliorano la qualità del triturato, riducono intasamenti e usura e rendono il lavoro regolare:

2.1 Inserimento del materiale

Il modo in cui inserisci i rami determina quanto la macchina lavora “in scioltezza” o sotto sforzo, un’alimentazione progressiva infatti mantiene i giri stabili e riduce blocchi, cali di resa e usura.
In questo caso quindi, quali sono i giusti passaggi da fare e quelli invece da evitare?

Cosa fare: inserire i rami dal lato corretto e con orientamento naturale, guidandoli senza forzare e lasciando lavorare il sistema di trascinamento (se presente). Una trazione regolare protegge il gruppo di taglio e migliora l’uniformità del cippato.
Cosa evitare: riempire la tramoggia in una volta sola per “fare prima”. Il sistema di taglio si sovraccarica, i giri calano, aumenta la probabilità di blocchi e nel tempo crescono usura e stress su trasmissione e motore.

Consiglio: evita di spingere con forza o “torcere” i rami per farli entrare tutti in una volta.

2.2 Rispetto della capacità di taglio

Ogni biotrituratore è progettato per lavorare entro limiti precisi: rispettare il diametro massimo indicato nel manuale evita sovraccarichi, protegge il sistema di taglio e aiuta a mantenere prestazioni costanti nel tempo.
Cosa fare nella scelta del diametro dei rami e cosa è meglio evitare per non mettere sotto stress il sistema di taglio?

  • Cosa fare: rispetta la capacità reale della macchina e la sezione massima consigliata dal produttore, soprattutto con legni duri o rami nodosi. Restare nel campo di lavoro corretto preserva lame, controcoltello e motore, mantenendo la resa nel tempo.
  • Cosa evitare: provare a triturare rami “al limite” o oltre il limite contando sul fatto che “prima o poi li prende”, così come inserire legno secco o stagionato, radici con terra o sabbia e scarti non vegetali.

    Questi materiali sottopongono il sistema di taglio a sforzi eccessivi e accelera l’usura delle lame, riducendo rapidamente l’efficienza della macchina.

Consiglio: Nella maggior parte dei casi, è consigliabile restare sotto il valore massimo, soprattutto quando trituri legni più duri come quercia o ulivo.

2.3 Postura e posizione durante l’alimentazione

Una postura corretta, e soprattutto sicura, ti permette di controllare meglio i rami e guidarli nella tramoggia senza strattoni. Stare nella posizione giusta non serve solo a evitare incidenti: riduce la fatica, rende l’alimentazione più regolare e aiuta il biotrituratore a lavorare in modo continuo.
Il risultato è meno rischio di blocchi, meno vibrazioni e meno usura inutile su rulli e sistema di taglio: quali sono quindi i comportamenti corretti da adottare e quali quelli da evitare durante l’alimentazione?

  • Cosa fare: mantenere una postura stabile e laterale rispetto all’imbocco, con mani lontane dalla tramoggia e alimentazione effettuata usando l’estremità del ramo come “maniglia”.
  • Cosa evitare: sporgersi sopra la tramoggia o avvicinare le mani all’imbocco per “accompagnare” il materiale. Oltre al rischio, si lavora peggio e si tende a forzare, aumentando probabilità di blocchi e danni.

2.4 Corretta gestione delle lame

La gestione corretta delle lame è uno degli aspetti che più incidono su prestazioni e durata del biotrituratore.
Lame che lavorano nelle condizioni giuste tagliano meglio, richiedono meno sforzo al motore e riducono vibrazioni e surriscaldamenti. Cosa conviene fare per aiutare le lame e cosa è meglio evitare?

  • Cosa fare: Controlla regolarmente lo stato delle lame e inserisci solo materiale pulito, senza terra, sabbia, sassi o altri corpi estranei per non danneggiarle.
  • Cosa evitare: Evita di lavorare con lame usurate o danneggiate, perché la triturazione diventa insufficiente, aumenta le vibrazioni e può provocare blocchi o danni strutturali.

2.5 Gestione degli inceppamenti

Cosa fare Quando il materiale smette di avanzare è importante intervenire nel modo corretto, utilizzando le funzioni previste dalla macchina, in modo di liberare il passaggio senza aumentare sforzi, usura o danni al sistema di taglio.

  • Cosa fare: se la macchina dispone di inversione o funzione anti-intasamento, usarla come previsto dal produttore quando il materiale non avanza. Usare la funzione corretta riduce lo sforzo sulle parti interne e spesso libera il passaggio senza interventi manuali.
  • Cosa evitare: tentare di sbloccare “a mano” spingendo o tirando rami con la macchina in moto o appena spenta. Anche a rotazione quasi ferma possono esserci movimenti residui, e in più si rischia di peggiorare l’incastro e rovinare le lame.

3. Cosa fare se qualcosa non va?

Anche seguendo tutti i consigli e le buone norme possibili, possono sempre capitare degli imprevisti, soprattutto quando il materiale cambia o le condizioni di lavoro non sono ideali.
La differenza sta nel modo in cui si reagisce: fermare la macchina al momento giusto e intervenire correttamente evita di trasformare un piccolo problema in un guasto o in un fermo prolungato.

Nei punti sotto allora, mettiamo a confronto cosa fare e cosa evitare quando qualcosa non va, aiutandoti a ripristinare il funzionamento corretto senza forzature e senza stress inutili per la macchina:

Se noti un calo di prestazioni durante la triturazione, cosa fare per verificare prima le cause legate a flusso e carico e per non surriscaldare la macchina?

  • Cosa fare: in caso di calo di prestazioni, controllare prima le cause “di flusso” e carico, come materiale troppo umido, alimentazione troppo rapida o scarico parzialmente occluso. Risolvere la causa a monte ripristina resa e riduce fermate.
  • Cosa evitare: attribuire subito il problema a lame “finite” o guasti e continuare a lavorare in quelle condizioni. Insistere con carico sbagliato porta a surriscaldamento e usura accelerata, anche su macchine con lame in buono stato.

Se durante il lavoro compaiono vibrazioni anomale o rumori metallici?

  • Cosa fare: se compaiono vibrazioni anomale o rumori metallici, spegnere e verificare visivamente dall’esterno la presenza di corpi estranei e l’integrità generale delle parti accessibili, seguendo il manuale. Fermarsi in tempo evita danni seri a lame, controcoltello e supporti.
  • Cosa evitare: continuare “per finire in fretta” ignorando vibrazioni e rumori. Un corpo estraneo può causare danni progressivi e costosi, oltre a peggiorare rapidamente la qualità di triturazione.

Se il motore si spegne o interviene una protezione, cosa fare prima di ripartire per eliminare la causa dell’arresto e cosa evitare per non stressare motore e componenti di avviamento?

  • Cosa fare: se il motore si spegne o si attiva una protezione, lasciare raffreddare e ripartire solo dopo aver rimosso la causa (sovraccarico, scarico ostruito, materiale inadatto). Ripartenze corrette riducono stress termico e preservano affidabilità.
  • Cosa evitare: riavviare ripetutamente senza risolvere il motivo dell’arresto. Le ripartenze a vuoto e sotto sforzo aumentano il rischio di guasti e accorciano la vita del motore e dei componenti di avviamento.

4. DPI e abbigliamento di sicurezza

Usare il biotrituratore significa lavorare con organi di taglio interni, materiale che può essere proiettato e livelli di rumore continui. Anche quando la macchina sembra “tranquilla”, basta un ramo nodoso o un ritorno di materiale per creare situazioni fastidiose o pericolose.
Indossare i DPI giusti non serve solo a proteggersi dagli infortuni, ma aiuta anche a lavorare con più tranquillità:

Guanti protettivi
Cuffie antirumore
Occhiali protettivi

  • I guanti da lavoro sono utili per maneggiare rami spinosi, irregolari o scivolosi e migliorano la presa durante l’alimentazione. Una presa sicura consente di guidare il materiale senza forzare e senza movimenti improvvisi, proteggendo le mani e contribuendo a un flusso più regolare che preserva il sistema di taglio.
  • Occhiali protettivi avvolgenti o, meglio ancora, una visiera impediscono a schegge, trucioli e polveri di colpire gli occhi durante l’alimentazione o dallo scarico. Anche materiali apparentemente leggeri possono essere proiettati con forza e costringerti a interrompere il lavoro, con perdita di concentrazione e maggiore rischio di errori.
  • La protezione dell’udito è fortemente consigliata. Il biotrituratore genera un rumore continuo che, nel tempo, affatica e riduce l’attenzione. Cuffie o tappi auricolari aiutano a mantenere la concentrazione più a lungo, permettendo di percepire meglio i segnali della macchina come variazioni di rumore legate a sovraccarichi o intasamenti.

Le calzature devono essere robuste e con suola antiscivolo. Durante la triturazione il terreno si riempie rapidamente di trucioli e residui che rendono la superficie scivolosa. Scarpe adeguate migliorano la stabilità, permettono una postura corretta e riducono il rischio di scivolate che portano a reazioni istintive o posture sbagliate vicino alla tramoggia.

Consiglio: Anche l’abbigliamento deve essere aderente e resistente. È importante evitare maniche larghe, lacci, o indumenti svolazzanti che possono impigliarsi.

Per la scelta dei DPI più adatti e per le indicazioni specifiche legate al tuo modello di biotrituratore, fai sempre riferimento al manuale del produttore e ai dispositivi di sicurezza della macchina. Un abbigliamento corretto e coerente con l’uso reale è parte integrante di un utilizzo efficiente, sicuro e soddisfacente nel tempo.