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MOTOPOMPA – GUIDA ALL’ACQUISTO

La Guida per orientarsi nella scelta della Miglior Motopompa
Completa e Curata dai veri Esperti delle Macchine per l’Irrigazione

L’acquisto della miglior motopompa per irrigazione richiede un buon grado di conoscenza ed esperienza del settore, altrimenti il rischio è quello di perdersi tra le tante diverse tipologie di pompe per acqua esistenti sul mercato. Prima di procedere all’acquisto ci si deve interrogare sul quale sia lo scopo lavorativo della macchina che ci occorre; per ogni esigenza lavorativa esiste infatti il giusto attrezzo da utilizzare, e la motopompa, per quanto possa sembrare generico questo termine, è un attrezzo molto specifico. Con questa guida tenteremo di farvi districare nel campo delle motopompe, imparando a conoscere lo strumento nella sua struttura e nelle sue finalità operative.


    1. Gli utilizzi

La scelta della miglior motopompa, prima di basarsi su marca e prezzo del prodotto, è bene che si fondi sull’effettivo utilizzo della macchina. E la prima grande distinzione nella famiglia delle motopompe è legata alla tipologia di acqua con la quale l’attrezzo entra in contatto.
Gli utilizzi per i quali le motopompe sono idonee la “piccola” irrigazione a scorrimento (ad esempio per l’orto) ed il travaso (ad esempio da una cisterna ad un altra).
ATTENZIONE. Non è garantita l’idoneità per l’utilizzo combinato con irrigatori delle più svariate tipologie o veri e propri impianti d’irrigazione di vario tipo, (richiedono la progettazione da parte di un tecnico con relativi calcoli sulla portata, prevalenza, pressione, diametri tubi, valvole, ugelli, etc…) che possono richiedere tipi di pompe più specifici per impianti.


    1.1 Acque chiare o acque scure

La motopompa può essere quindi utilizzata per finalità diverse che possono essere divise in 2 principali gruppi:

  • trattamento di acque chiare
  • trattamento di acque scure

Quando si parla di acque chiare o pulite si fa riferimento a utilizzi di irrigazione o di riempimento di vasche e cisterne. Le acque scure o sporche o nere invece caratterizzano quegli utilizzi di drenaggio di acqua fangosa o con residui di sporco.

La motopompa a scoppio per acque scure consente di gestire liquidi che possono contenere anche parti solide, come sassi e sabbia, ed è ideale per svuotare scavi di cantieri, stagni, pozzi neri e quanto di simile. In dotazione di solito ha inoltre un filtro specifico resistente agli urti ed all’usura a cui i detriti delle acque sporche inevitabilmente lo espongono.

Tra una motopompa per acque scure ed una standard per acque chiare esistono differenze strutturali: le prime risultano essere più robuste e resistente presentando generalmente raccordi di grandi ampiezze per evitare gli accumuli di detriti. Vediamo in seguito i dettagli di entrambe le tipologie.


    1.2 Tipologie di motopompe

Proprio in base agli utilizzi, le motopompe possono essere divise in tre principali tipologie, che determinano anche necessariamente la struttura della macchina:

  • Le motopompe standard innanzitutto risultano idonee per irrigazione o travaso di acque chiare e pulite. Sono uno strumento ideale per pompare acqua da qualsiasi tipo di sorgente e svolgere la funzione di irrigazione a scorrimento per l’orto o il giardino. Risultano particolarmente utili quando si deve distribuire l’acqua in assenza di energia elettrica o in campagna, quando si deve estrarre acqua da un pozzo o da uno stagno, per il travaso di acqua chiara da cisterne o vasche non facilmente raggiungibili, ed infine anche per drenare acqua da cantine o garage allagati. Le motopompe in questione possono presentarsi in una struttura compatta e dal peso ridotto per facilitarne il trasporto (e quindi senza un telaio di protezione), oppure possono essere dotate di un telaio avvolgente (e tubolare) in acciaio. La motopompa, poggiando sul telaio, sarà più stabile oltre ad essere nettamente più resistente perché protetta da urti indesiderati.
  • Le motopompe per acque sporche, come detto, consentono di trattare acqua caratterizzata anche da parti solide come sassi o residui di sporco. Possono essere utilizzare in scavi di cantieri o pozzi agricoli, ma è importante dire che esse non sono idonee per il trattamento di vero e proprio fango. In dotazione con la macchina vi è uno specifico filtro in metallo che protegge la pompa dagli urti con i residui presenti nelle acque scure.
  • Le motopompe ad alta prevalenza si differenziano dalle motopompe standard in quanto riescono a garantire una maggior prevalenza, e quindi raggiungere “distanze” maggiori, a fronte, però, di una portata inferiore. Ma cosa è la prevalenza? Vediamo nel capitolo successivo la relazione tra i più importanti parametri tecnici di una motopompe, e cioè: portata e prevalenza.


    2. Relazione Portata e Prevalenza

Nella scelta alla miglior motopompa si dovranno tenere in considerazione le caratteristiche della macchina stessa e quelle dell’area da irrigare o del lavoro da svolgere. In base a ciò si potrà decidere innanzitutto riguardo la dimensione e la struttura della motopompa che fa al caso proprio: si potrebbe optare per una motopompa fissa nel caso di irrigazione di prato o giardino, o magari di una pompa trasportabile o carrellata se magari si debbano irrigare aree distanti tra loro o che devono essere raggiunte.

Una volta considerate la tipologia di acqua da trattare e le dimensioni della motopompa si devono prendere in esame i due parametri tecnici fondamentali di una pompa:

  • portata
  • prevalenza
  • La portata è la quantità di metri cubi di acqua per unità di tempo che riesce a passare attraverso la sezione della pompa. In altre parole quando si parla di portata si intende la quantità di acqua che la pompa riesce a spostare nell’arco di un determinato intervallo di tempo (generalmente questo valore viene calcolato all’ora o al minuto). Quindi in base alle esigenze, si potrà individuare quale pompa scegliere. Ad esempio più il bacino dal quale si deve travasare è ampio e capiente più si avrà bisogno di una motopompa dalla grande portata per svolgere il lavoro nel più breve tempo possibile.
  • La prevalenza indica invece il massimo dislivello che la motopompa può coprire nel trasporto di acqua. La prevalenza indica in sostanza la capacità della pompa di spostare l’acqua da un punto ad un altro e la possiamo misurare come la differenza in metri che esiste tra il punto dove l’acqua viene aspirata e il punto dove la pompa riesce a mandarla.
Prevalenza di una motopompa
Prevalenza di una motopompa

La prevalenza è quindi un valore che considera la distanza che si deve raggiungere + l’altezza alla quale si deve portare l’acqua. Facciamo un esempio pratico per capire come calcolare la prevalenza:

METODO SEMPLIFICATO PER IL CALCOLO DELLA PREVALENZA.
10 metri di distanza valgono 1 metro in altezza.
Se si hanno 20 mt di altezza e 50 mt di distanza sarà necessaria una motopompa con una prevalenza di almeno 25 mt.

Relazione tra prevalenza e portata
Relazione tra prevalenza e portata

TRA PREVALENZA E PORTATA ESISTE UNA RELAZIONE INVERSAMENTE PROPORZIONALE. Al massimo della prevalenza la portata è 0. I valori di prevalenza e portata vengono inseriti all’interno di un grafico: per ogni valore di portata è possibile individuare il conseguente valore di prevalenza. La curva che passa per i punti è generalmente una retta che può essere più o meno piatta, o viceversa, più o meno ripida. Le pompe che presentano una curva “più piatta” assicurano poca variazione di prevalenza ma forti variazioni del valore di portata; le pompe che presentano una retta “più ripida” generano forti variazioni di prevalenza ed una portata invece più costante.

La prevalenza è l’altezza fino alla quale la pompa a immersione riesce a spingere l’acqua. Questo valore, misurato generalmente in metri, va considerato in concomitanza con la portata. Tra portata e prevalenza esiste essenzialmente una relazione inversamente proporzionale, come si può vedere dal grafico.


    3. Pompa autoadescante

Al nome di motopompe viene spesso associato l’aggettivo autoadescante; le pompe autoadescanti rappresentano una categoria ed un avanzamento tecnologico delle classiche pompe centrifughe. La differenza tra una motopompa autoadescante ed una centrifuga sta nell’avviamento.


    3.1 Centrifughe o autoadescanti

Le pompe centrifughe, come da nome, movimentano l’acqua attraverso la forza centrifuga. L’acqua viene immessa nella macchina tramite il tubo di aspirazione, entra nella girante della pompa per poi essere spinta via tramite la mandata della motopompa.

Una motopompa adesca quando il tubo di aspirazione e il pompante della macchina vengono riempiti di acqua, eliminando così aria dal tubo di pescaggio e attivando la motopompa.

  • Nelle motopompe centrifughe l’adescamento è manuale e per potersi attivare è necessario che si riempiano di acqua sia il tubo di pescaggio che il pompante; il tubo di pescaggio è dotato di valvola di fondo di chiusura. Si deve quindi riempire la girante della macchina e tutto il tubo (il tubo è chiuso dalla valvola di fondo), con l’attivazione della motopompa si aprirà il tappo della valvola di fondo.
  • Nelle motopompe autoadescanti l’adescamento è automatico, riempiendosi così autonomamente. Per l’attivazione della macchina è richiesto il riempimento del solo pompante (e non anche dei tubi).


    3.2 Avvio e vantaggi autoadescanti

Per autoadescamento si intende la capacità di una pompa di aspirare l’aria presente nel tubo di pescaggio in fase di avvio. Come avviene l’avvio?

  • al primo avviamento è necessario riempire il corpo macchina della motopompa attraverso l’apposito tappo superiore di riempimento della pompa;
  • il pompante, all’attivazione, genera una depressione che aspira l’aria che si trova nel tubo di pescaggio;
  • l’aria si mescola con l’acqua che si trova nel corpo macchina per poi fuoriuscire dalla mandata (l’acqua essendo più pesante dell’aria non fuoriesce, ma continua a girare nel pompante)
  • una volta che tutta l’aria è uscita la motopompa inizia a lavorare.

Quali sono i vantaggi di una motopompa autoadescante?

  • maggiore praticità e semplicità di uso;
  • maggiore altezza di pescaggio, che è la distanza tra il livello dell’acqua e l’ingresso di aspirazione della motopompa (nelle centrifughe di solito è possibile avere un’altezza di pescaggio di massimo 5-6 metri, mentre nell’autoadescanti si arriva anche a 8 metri).
Pescaggio motopompa autoadescante
Pescaggio motopompa autoadescante


    4. Motore a benzina o diesel

Motopompa motore diesel
Motopompa motore diesel

Le motopompe a benzina sono la tipologia più diffusa in commercio. La stragrande maggioranza sono dotate ormai di motore a 4 tempi (i motori a 2 tempi alimentati a miscela stanno scomparendo dal mercato a causa della loro più ridotta longevità e potenza) e, in base alle caratteristiche, possono essere adatte per diversi tipi di lavori di irrigazione o drenaggio più o meno intensi.

Il motore diesel, in generale, è una scelta indicata per chi ha necessità di una macchina destinata a durare nel tempo nonostante un utilizzo piuttosto intenso, e per chi cerca uno strumento di lavoro sempre pronto all’uso, anche dopo lunghi periodi di inutilizzo. Tra i tanti vantaggi del motore diesel si deve considerare un minor consumo rispetto a quello a benzina.

  • Una motopompa diesel è quindi consigliata quando si devono sostenere sessioni lavorative di irrigazione molto lunghe, è una scelta per chi voglia effettuare un acquisto orientato alla qualità, alla robustezza e durata nel tempo.
  • Una motopompa a benzina è più indicata invece per lavori dalla durata più breve o per utilizzi saltuari.

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